Ancora una volta il sistema ITS dimostra le sue qualità uniche nel panorama formativo nazionale, dalla mobilità sostenibile alla moda, dall’arredo all’agroalimentare.

Il monitoraggio nazionale 2019 sul sistema ITS realizzato dal Ministero dell’istruzione delinea numeri interessanti, che confermano il modello ITS come la formula vincente per trovare lavoro dopo il percorso di studi, anche se i numeri sono ancora minimi rispetto al resto d’Europa, dove queste scuole sono note e avviate da anni.

In Italia sono circa 13.000 gli studenti che frequentano un ITS, mentre in Germania sono 800.000, in Francia 550.000, in Spagna 400.000, nel Regno Unito 300.000.

Eppure i dati occupazionali parlano chiaro: a 12 mesi dal diploma per studentesse e studenti che hanno concluso i percorso ITS l’80% dei diplomati ha trovato lavoro entro un anno dal diploma, e nel 90% dei casi il lavoro è risultato coerente con il percorso di studi concluso.

I successi sin qui raggiunti offrono uno spaccato utile e decisivo.

La necessità è quella dell’incremento di questi corsi post diploma che realizzano inedite alleanze nei diversi territori, che fanno aumentare l’occupazione e soddisfano i fabbisogni di profili professionali nelle imprese.

La disoccupazione giovanile nel nostro Paese è superiore al 30%, dati pre-Covid, ma proprio la pandemia sarà probabilmente causa di un ampliamento di questo disagio generazionale.

Proprio questo segnale di allarme macroscopico contiene la strada della soluzione: introdurre ed allargare questo nuovo canale di formazione terziaria non universitaria che, superando quella distanza tra domanda e offerta, garantisce la riduzione della disoccupazione dei giovani e le necessità di nuove e mirate competenze da parte delle imprese.

 

Fonte – https://www.lastampa.it/

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