Fonte: scuola24.ilsole24ore

Sono passati 10 anni dalla costituzione degli Istituti tecnici superiori (Its), la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante legata al sistema produttivo territoriale e al mercato del lavoro. In questo tempo, il tasso degli occupati Its è risultato sempre in crescita: dal 78,3% del monitoraggio 2015 all’83% del 2020.
Anche la coerenza tra il tipo di occupazione e il percorso di formazione (le persone giuste al posto giusto) raggiunge questo anno il 92,4%. In crescita il livello di gradimento degli studenti per i docenti (dall’86,1% del 2018 al 93,5% del 2020).

Un elemento di novità rispetto ai precedenti monitoraggi è l’utilizzo delle tecnologie abilitanti 4.0, con oltre il 50% dei percorsi che ne fa ricorso intercettando gli interessi delle imprese. Dati che dimostrano il buon andamento degli Its e che mettono in risalto la capacità di intercettare il bisogno reale espresso dal sistema produttivo dei territori unitamente ad un modello formativo capace di sviluppare le competenze adeguate. Un modello formativo caratterizzato da tre elementi strategici: una partnership e una governance di rete, un’alta flessibilità organizzativa e didattica rispetto al panorama della formazione terziaria, il ricorso a contenuti e metodologie proprie all’Industria 4.0.

La partnership e governance di rete prevedono una forte partecipazione delle imprese, pari al 43%. Dal monitoraggio 2020 emerge che più soggetti (2.349 tra imprese, agenzie, università, scuole) sono governati da una leadership forte capace di diffondere uno spirito imprenditoriale.

Il secondo elemento, la flessibilità organizzativa e didattica, vede – relativamente al monitoraggio 2020 – il 70% di docenti provenienti dal mondo del lavoro e il 43% di attività in stage (a fronte del vicolo normativo del 30% per le ore di stage del 50% per i docenti). Il restante 57% di lezioni teoriche si svolge per il 26% in laboratori di impresa e di ricerca e nei laboratori 4.0 degli Its. Alto il livello di interattività tecnologica.

Infine, sul piano dell’innovazione, è determinante la trattazione di contenuti afferenti alle tecnologie abilitanti per l’Industria 4.0 (Big data and analytics, Internet of things, Realtà aumentata a supporto dei processi produttivi, etc.) proposti nel 52% dei percorsi. Contestualmente l’innovazione interessa anche il piano delle metodologie, sempre più centrate sulla partecipazione interattiva e produttiva degli studenti mediata dalle tecnologie, e lo sviluppo di soft skills funzionali ai contesti di lavoro. Innovazione dei contenuti e innovazione nei metodi di insegnamento procedono in coerente accelerazione reciproca (metodo 4.0).

Questi fattori, uniti a una governance multilivello (Miur, Regioni, Mise) creano le condizioni per cui gli Its si collochino come organizzazioni formative in grado di sviluppare competenze per le nuove professioni, adattandosi velocemente ai bisogni formativi emergenti. Infine con #GLIITSCHERESTANOACASA si è aperta la sfida di progetti di formazione a distanza che riescano a mantenere la forte interattività laboratoriale che caratterizza il modello didattico degli Its.

 

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