IL MANIFESTO di CA ’DEL BOSCO

La pandemia scatenata dal Covid 19 ha costretto anche Ca’ del Bosco a fermarsi, eppure a sfruttare l’arresto in un’occasione di riflessione sulla propria storia e su come immagina questa stessa storia nel futuro (mai così incerto), a partire dalle terze generazioni che abitano da qualche anno la celebre maison franciacortina. Il risultato è un concentrato di 4 punti – usare (e coltivare) senza consumare; equilibrio fra tradizione e innovazione; arte e cultura come valorizzazione; ecologia, etica, educazione – che vanno a comporre il Manifesto di Ca’ del Bosco – Rinascimento, Cultura del Vino, Avanguardia

Usare (…e coltivare) senza consumare

Ca ’del Bosco significa ascoltare la Natura, significa dare alle sue forme la possibilità di esprimersi attraverso l’aiuto dell’uomo che si fa custode di un territorio straordinario usandolo, ma mai consumandolo. Il Metodo Ca’ del Bosco è un metodo in cui il prodotto trova la sua identità solo qualora si investa sempre e comunque sul territorio che lo genera, da cui la scelta della viticoltura biologica. Decide dunque la Natura: Ca’ del Bosco non deve fare altro che aiutarla perché il nostro vino è nelle vigne proprio come il David nel blocco di marmo. La natura è potenza, il vino è il suo atto, Maurizio Zanella e la sua famiglia sono stati coloro che si sono fatti custodi del passaggio dalla potenza all’atto.

Equilibrio fra tradizione e innovazione

Ca’ del Bosco significa innovare, ovvero trovare il miglior modo per dare alle forme della Natura (le vigne) le forme della Cultura (il vino). Per ascoltare la realtà e la complessità della Natura Ca’ del Bosco crede nell’innovazione, ricerca, tecnologia affinché integrino il sapere dell’uomo con il potenziale della terra.

Lavare l’uva o eliminare l’ossigeno brevettando metodi nuovi significa l’esatto contrario che un’invasione di campo della tecnica sulla realtà rurale: vuol eliminare tutto ciò che, superfluo o artificiale, rischierebbe di non farci comprendere la potenza estetica delle nostre terre. L’innovazione tecnologica è solo il modo con cui chiamiamo la tradizione che rispetteremo domani. Ca’ del Bosco è il coraggio di dire che se oggi possiamo aver rispetto per una tradizione, è solo perché qualcuno in passato ha avuto il coraggio di innovare.

Arte e cultura come valorizzazione

Ca’ del Bosco significa investire sull’arte, sull’integrazione tra la materia e i saperi spirituali. Un archivio importante di artisti, fotografi, scrittori hanno sino a qui collaborato con noi in progetti culturali e formativi e l’auspicio sarà quello che questa collaborazione non solo continui, ma si consolidi. L’aspirazione è quella di animare l’idea e la passione per il dettaglio e la difesa della bellezza, il racconto e la narrazione della composizione spirituale dei nostri vini attraverso metodi comunicativi laterali che investano sulla biodiversità e le ecologie del territorio e siano al passo di una parola chiave per Ca’ del Bosco – la contemporaneità.

Ecologia, etica, educazione

Ca’ del Bosco significa infine investire sull’etica, su un sistema di valori che ci ha permesso di costruire un punto di riferimento internazionale senza mai perdere lo spirito di quel sogno imprenditoriale che ha permesso di coltivare non solo le viti, ma anche le relazioni umane, le persone che lavorano a Ca ’del Bosco, i progetti per il sociale e soprattutto in modo non retorico una profonda educazione alla sostenibilità ambientale e al Made in Italy. Ca’ del Bosco è il concetto finale di una complessa alchimia tra artigianalità e manualità, attenzione alle materie prime uniche ed eccellenti tipiche della produzione italiana. Traslare questa cultura del prodotto in una cultura etica del fare è la nostra sfida: progetti che dall’ecologia al sociale trasformino un territorio speciale come la Franciacorta in un laboratorio di costruzione del “domani” che sia di riferimento per la comunità internazionale.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •